Quando un bambino entra in ospedale, è come se si perdesse in un bosco oscuro e minaccioso, dove diventa molto difficile ritrovare la strada di casa.

Viene a contatto con un ambiente non conosciuto, con persone estranee che lo toccano, che invadono la sua sfera intima e privata, sente nuovi odori, nuovi sapori; dorme in un letto diverso, tutta la giornata è scombussolata da orari e ritmi diversi, il piccolo paziente si trova lontano dalla sua famiglia, dalla scuola, dagli amici e da tutto ciò che per lui costituisce garanzia di sicurezza e di stabilità.

Questa nuova disposizione degli spazi, le abitudini diverse della vita ospedaliera, possono provocare un profondo malessere E’ frequente perciò che il momento dell’ospedalizzazione, anche quando si realizzi nel massimo rispetto dei bisogni del bambino e dei suoi familiari, costituisca un impatto carico di sofferenza che influisce in maniera traumatica nel percorso di crescita del bambino.

Come nella fiaba di Pollicino ogni bambino che si senta perduto ha bisogno di tenere in tasca qualcosa che gli permetta di saper ritrovare la strada di casa. Noi volontari con il nostro sorriso cerchiamo di fare in modo che ogni bambino abbia in tasca tanti sassolini, delle tracce che aiutino chi entra in ospedale a ritrovare la strada che conduce al proprio mondo domestico, divenuto all’improvviso così lontano.

Nei confronti del bambino:

  • Il volontario ABIO lo accoglie al momento del ricovero e facilita il suo inserimento in reparto. 
  • Il volontario ABIO rende più accoglienti i reparti con decorazioni e arredi.
  • Il volontario ABIO garantisce al bambino una presenza rassicurante in assenza della mamma o degli altri familiari

Nei confronti dei genitori:

  • Il volontario ABIO contribuisce a sdrammatizzare la malattia del bambino ascoltando i loro problemi e offrendosi come tramite in un ambiente sconosciuto.
  • Il volontario ABIO assicura una presenza amica  accanto al bambino permettendo al genitore di assentarsi serenamente.

Inoltre:

  • Ci riuniamo periodicamente, per confrontare le nostre esperienze personali in reparto, formulare e valutare nuove proposte e programmare le nostre attività.
  • Provvediamo all’autofinanziamento organizzando attività mirate alla raccolta fondi.
  • Partecipiamo a corsi di formazione e aggiornamento organizzati dall’Associazione.